+39 366 6323045 info@kingii.it

windsurf, kitesurf, sport acquatici

Gonfiabili, di materiale composito, di legno per i più tradizionalisti: le tavole per gli sport acquatici stanno letteralmente spopolando. Complici anche i mille modi per interpretarle in acqua.

All’inizio era il surf. Chi non ha visto il film “Un mercoledi da leoni”, il cui protagonista irrequieto, interpretato dall’iconico attore Jan-Michael Vincent, purtroppo recentemente scomparso, ha fatto sognare intere generazioni?

Il mare, a quei tempi, si affrontava muniti della sola tavola, la cosiddetta surfboard, oggetto del desiderio per milioni di amanti dell’acqua. Un semplice pezzo di legno, lavorato e costruito grazie a lunghe ore di lavoro e alla sapiente esperienza di veri e propri guru della trasformazione, capaci di donargli massima leggerezza e manovrabilità.

Negli anni sessanta e settanta non c’erano altri modi, per i giovani californiani, di intendere lo sport sull’acqua. C’era un che di pionieristico, non si badava tanto alla sicurezza, il rapporto eroico del surfista con l’onda era pari al mito di Davide e Golia.

Qualche appassionato irriducibile aveva anche pensato di realizzare una tavola da surf in miniatura dotata di quattro rotelle, per potersi esercitare nei saliscendi di San Francisco, quello che poi sarebbe diventato lo skateboard. Ma questa è un’altra storia…

Oggi il surf sta godendo di una nuova primavera, vuoi perché è l’antesignano degli sport acquatici con tavola, vuoi perché i materiali con i quali le surfboard vengono costruite sono particolarmente leggeri e resistenti, seguendo l’evoluzione tecnologica che ha abbandonato il legno in favore di materiali sintetici indistruttibili e pratici. Se poi aggiungiamo che viaggiare per il mondo è diventato quasi alla portata di tutti, a un amante degli sport sull’acqua non resta che l’imbarazzo della scelta, alla ricerca… dell’onda giusta!

Aggiungi una vela e…lo sport sull’acqua prende il volo!

Erano gli anni ’80 quando Lucio Battisti ci cantava il suo inno al windsurf, alla leggerezza del planare sull’acqua, al silenzio della solitudine, alla presenza totalizzante del mare. E dopo oltre trent’anni il windsurf è ancora uno sport acquatico con tavola gettonatissimo. Ovvio, anche in questo caso l’attrezzatura da windsurf ha fatto passi da gigante. Una volta c’erano le tavole da surf in plastica, alberi in alluminio, vele artigianali. Oggi le tavole sono superleggere, gli alberi in carbonio, così come le vele in kevlar! per non parlare dei trapezi e delle mute per poter affrontare qualsiasi condizione atmosferica. E poi, vuoi mettere il gusto della preparazione, il viaggio, l’incontro con la comunità degli amanti degli sport sull’acqua, compresi falò e bevute a raccontarsi le mille avventure? Il windsurf viene oggi praticato in ogni contesto, dal lago al mare, sulle onde oceaniche, così come su specchi di acqua controllati. Il tema della sicurezza, allargandosi la base dei praticanti, comincia a prendere via via sempre più spazio. Tutti vogliono divertirsi al massimo senza rischiare ogni volta l’osso del collo!

Materiali leggeri significano anche minori rischi di impatto sul corpo del boma, elemento spesso costruito in carbonio o alluminio presente sia nell’attrezzatura da windsurf che da kitesurf, così come della tavola. La tecnica viene dunque in aiuto alla sicurezza in acqua.

E se invece della vela aggiungessimo un paracadute?

Alcune tavole da windsurf compiono salti veramente paurosi, guidate da atleti acrobati sempre alla ricerca del limite. Probabilmente per questa ricerca continua del brivido si è pensato a un certo punto di aggiungere alla surfboard una vela, capace di issare un corpo umano e di farlo letteralmente volare! È il kitesurf, uno sport che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo, soprattutto laddove il vento è costante e si presenta sempre alla stessa ora nella giornata. Sia che si tratti dell’Ora del Lago di Garda che della Breva del Lago di Como, centinaia di kitesurfer si cimentano quotidianamente con questo nuovo modo di vivere l’acqua. La vela si gonfia come un palloncino, diventa leggera, ampia, sempre pronta ad aprirsi alla raffica di vento. Le tavole sempre più piccole, non più capaci di far galleggiare un corpo ma costruite ad hoc per supportare la planata acrobatica lanciati a una velocità inimmaginabile.

Qui l’attrezzatura kitesurf si limita alla tavola, all’imbragatura e alla muta, anche in questo caso per supportare le temperature spesso proibitive che gli appassionati di questo sport sull’acqua devono affrontare. Per uno spettatore, ammirare le loro acrobazie acquatiche, è un’esperienza quasi surreale. Una vera e propria festa del vento che si celebra tutti i giorni dal pomeriggio fino a sera. E festa sia!

Non siamo tutti superman: lo sport sull’acqua si può anche praticare su una tavola da surf con remo!

Fin qui abbiamo parlato di eroi degli sport acquatici con tavola, uomini e donne capaci di incredibili coreografie sull’acqua.

E per tutti gli altri (compreso chi scrive)? Ecco che arriva in nostro soccorso il SUP, una parola abbastanza inusuale… Sup: cosa significa? È l’acronimo per Stand Up Paddle, uno sport sull’acqua che può essere praticato con un sup gonfiabile, una tavola da surf che si ripone comodamente nel bagagliaio di un’utilitaria, oppure rigido, da mettere rigorosamente sul portapacchi o sul pick up (che fa più figo). Manca qualcosa… sì la pagaia! Un remo che permette di muoversi sull’acqua a bordo della tavola sup. Si tratta in definitiva di uno sport veramente per tutti, praticabile anche dalle mamme con i propri bimbi: una tavola solida, facile da manovrare e perfettamente galleggiante sulla quale far sperimentare i primi passi nel mondo degli sport acquatici.

Li vediamo lungo le spiagge, sui laghi, persino sui fiumi, sempre più numerosi, dai più basic da noleggiare allo stabilimento balneare a quelli più ricercati di cui si dotano suppisti esperti per una gara internazionale.

L’attrezzatura da sup in questo caso è semplice: una pagaia, una tavola e un laccio che assicura la tavola alla caviglia, per non perderla in condizioni avverse. Ecco, questo è il punto: garantire la propria sicurezza anche nelle condizioni più difficili è un’esigenza cruciale.

Mai dimenticare la sicurezza negli sport acquatici con tavola

Sia che siate dei super hero da surf, kitesurf, o windsurf, o che abbiate solo voglia di divertirvi, è importante approcciare gli sport acquatici con tavola, unitamente a un braccialetto salvagente come Kingii: il più piccolo dispositivo di galleggiamento al mondo. Kingii è il salvagente da polso adatto a tutti gli sport.

Il braccialetto bambina o bimbo Kingii è divertente e permette a tutti i giovani surfisti di divertirsi in piena sicurezza. Si tratta di un piccolo dispositivo da polso che, quando azionato, gonfia un pallone capace di tenere a galla un peso fino a 130 kg.

Molti lo considerano un presidio indispensabile in tutti gli sport acquatici. Al polso Kingii non si sente nemmeno, tanto che potete anche dimenticarlo addosso. Per questo motivo Kingii è assolutamente adatto agli sport dinamici come quelli praticati a bordo di una tavola.

A tutti quindi l’augurio di un’esperienza in acqua in tutta sicurezza con il braccialetto salvagente Kingii!