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Prevenzione e prudenza: essere sicuri in mare e in piscina

Quando arriva il momento di goderci qualche giorno di vacanza, pensiamo a ogni dettaglio: attrezzatura, costumi all’ultimo grido, fino allo smartphone, indispensabile per stare in contatto con i nostri amici e postare qualche bella foto.

Kingii, dispositivo di galleggiamento, sicurezza in piscina, sicurezza in acqua, sicurezza in mareLa sicurezza in acqua è forse l’ultimo dei pensieri, perché, come sempre, quando si tratta di immaginare una situazione di difficoltà, per non dire di emergenza, non pensiamo mai possa essere riferita a noi stessi.

La sicurezza in acqua è uno degli aspetti più importanti e, al tempo stesso, più trascurati, quando in altri ambiti la nostra cultura della prevenzione ha fatto passi da gigante.

Proviamo a pensare, ad esempio, alle assicurazioni di viaggio: oggi sono protagoniste di un vero boom per garantire la sicurezza in vacanza su molti aspetti come l’annullamento del viaggio, lo smarrimento del bagaglio, le spese mediche.

Analogamente, i papà più tecnologici fanno giocare i più piccoli in spiaggia con dispositivi gps per non perderli nella calca dei bagnanti, controllandoli direttamente da uno smartphone.

I tempi si sono evoluti. Diciamo che la classica raccomandazione dei nostri genitori sulle tre ore da far trascorrere dopo il pranzo per farsi un bagno al mare o in piscina, oggi è passata un po’ di moda. Eppure proveniva da un senso di responsabilità dato dal rispetto per il mare, e più in generale, dall’elemento che lo compone per la maggior parte: l’acqua, appunto.

La tecnologia ci viene in aiuto in tantissime attività: dalla navigazione satellitare alle ricette di cucina, dalle guide per gli allenamenti in palestra, al conteggio dei passi per stare in forma. Perché non dovrebbe darci una mano anche quando si parla di sicurezza in acqua in caso di emergenza?

La sicurezza in acqua conta soprattutto quando il nostro livello di confidenza si fa elevato

Difficilmente una persona che non sa nuotare si avventurerà con disinvoltura in acque dove non tocca o senza un dispositivo di galleggiamento come un giubbotto salvagente. È normale, attiene al nostro spirito di sopravvivenza. Diversamente, se ci troviamo in una situazione di elevata confidenza con il mezzo, o con la disciplina che stiamo praticando, tendiamo ad alleggerire la prudenza. Ci sentiamo forti, capaci di superare ogni difficoltà. Questo ce lo dice l’esperienza, la nostra abitudine consolidata e la conoscenza di ogni particolare dello sport o dell’attività che stiamo svolgendo.

Mettiamo ad esempio un bravo surfer, abituato a contare sulla propria preparazione fisica, sulla conoscenza del mare, delle onde e del proprio corpo.

  Nella maggior parte dei casi si tratta di un autocontrollo giustificato, se il livello di preparazione è alto; questi soggetti sono facilmente ascrivibili alla categoria dei “maestri”. Eppure, soprattutto i grandi conoscitori ed esperti degli sport acquatici sanno che il problema, nelle forme più svariate, può manifestarsi quando meno ce lo si aspetta e per motivi assolutamente impossibili da prevedere.

Un colpo di sole, una bevanda troppo fredda, un malore accidentale, ed ecco che un’esperienza di sport o divertimento acquatico può trasformarsi in un problema di difficile soluzione.

Anche per i più esperti atleti o conoscitori dell’acqua.

Dispositivi di sicurezza: meglio averli con noi, anche se poi non li utilizzeremo

La sicurezza in acqua è dunque un aspetto spesso trascurato, vuoi perché ci capita occasionalmente di avere l’opportunità di goderci un po’ di mare, lago o qualche ora in piscina. Non sarebbe così se vivessimo l’acqua tutti i giorni. Prendiamo ad esempio l’auto: la usiamo quotidianamente e sappiamo quanto sia importante godere della massima sicurezza in ogni momento. Proprio perché l’automobile è il mezzo che utilizziamo per ogni azione quotidiana, per andare al lavoro o a un appuntamento serale con gli amici.  I suoi dispositivi di sicurezza si moltiplicano: non solo sicurezza passiva, come gli airbag, che più ce n’è e meglio è, ma anche attiva, come il controllo della distanza o del mantenimento della corsia. Perché allora non pretendere il massimo della sicurezza anche nei pochi giorni che dedichiamo al nostro svago e divertimento in acqua?

Per essere correttamente attrezzati e godere della massima sicurezza in acqua, occorre tenere presente alcuni aspetti. Innanzitutto dove ci troviamo, che tipo di attività stiamo svolgendo, quali sono le norme obbligatorie di sicurezza in certi casi.

Ad esempio: in barca esistono precise norme per garantire la sicurezza. In questi casi bisogna sempre dotarsi di dispositivi che garantiscono il galleggiamento sul dorso della persona che lo indossa anche in acque agitate, capaci inoltre di assicurarne il raddrizzamento. Si tratta, per intenderci, dei giubbotti di salvataggio. C’è ne sono di diversi tipi e devono sempre essere in dotazione alle imbarcazioni da diporto.

Dispositivi di aiuto al galleggiamento: cosa sono e perché sono utili in tutte le attività in acqua

In abbinamento ai dispositivi obbligatori che, ricordiamolo, lo sono in determinate circostanze, come all’interno delle imbarcazioni da diporto, è sempre utile dotarsi di piccoli strumenti di aiuto al galleggiamento, come Kingii. In primo luogo perché sono estremamente portatili, si indossano al polso o al braccio, praticamente li puoi dimenticare addosso; inoltre permettono una mobilità totale, nel caso in cui stiamo svolgendo delle attività sportive, come il surf, lo stand up paddle, o una semplice nuotata, durante la quale difficilmente potremmo indossare un giubbotto di salvataggio. Occorre tenere sempre presente che questi strumenti sono da considerarsi aggiuntivi, laddove il giubbotto di salvataggio risulti obbligatorio.

Questi piccoli strumenti, frutto della tecnologia più moderna, hanno un meccanismo di funzionamento basato su una piccolissima cartuccia di CO2 che gonfia all’occorrenza un pallone che permette di mantere una persona a galla per il tutto il tempo necessario all’arrivo dei soccorsi. Si aziona  con una piccola levetta, un vero e proprio “airbag” del mare comodissimo e utile anche per i ragazzi.

Ricordiamolo: le attività in acqua, sia mare, lago o piscina, soprattutto per i più piccoli, devono essere sempre sorvegliate dallo sguardo dei genitori e da quello del bagnino, laddove previsto come presidio.

Pertanto, assicurare a voi e ai vostri cari un piccolo dispositivo di aiuto al galleggiamento è un grande regalo di serenità per godersi appieno i (purtroppo pochi) giorni di vacanza al mare che ci possiamo concedere ogni anno.

Kingii, il più piccolo dispositivo di galleggiamento al mondo: da portare sempre con te per la tua sicurezza in acqua

Un dispositivo made in Italy, frutto del più avanzato sviluppo tecnologico, ovvero realizzato da esperti della sicurezza in mare che conoscono bene l’importanza sia del corretto movimento in acqua, sia della necessità di galleggiamento in caso di bisogno, Kingii è il più piccolo e pratico dispositivo di sicurezza.

È disponibile in due configurazioni, da polso o da braccio, per soddisfare le esigenze di diversi utilizzatori. Un oggetto divertente e pratico, utile anche a chi non vuole entrare in contatto con l’acqua ma semplicemente vuole sentirsi più sicuro durante una passeggiata sulle rive del mare o sui sentieri del lungolago.

Insomma, quando parliamo di sicurezza, questa non è mai abbastanza. E Kingii è un aiuto al galleggiamento che può davvero fare la differenza.