+39 366 6323045 info@kingii.it

bambini al mare, sicurezza in acqua, kingii, dispositivo galleggiante, braccialetto salvavita

Portare i bambini a fare un’esperienza vicino all’acqua è fondamentale per la loro crescita. Ma occorre essere molto scrupolosi e attenti alla loro sicurezza.

Nell’immaginario collettivo, e nei ricordi d’infanzia di molti, l’attimo in cui i genitori caricavano la macchina con i bagagli per portare i figli al mare è da sempre tra i più grandi e attesi momenti di gioia familiare.

Il viaggio e l’emozione di entrare a contatto con l’acqua cominciavano ancora a casa, al momento di organizzare le valigie con tutti gli accessori e giocattoli necessari: ciambella, bracciali per bambini, maschera, pinne, solo per citare quelli più importanti.

Per gli adulti, certo, si tratta di un momento di alta responsabilità, quello delle vacanze al mare con bambini, ma capace di riconnetterci alla nostra vera natura e al ricordo di quando eravamo piccoli.

Un ricordo che ritroviamo in ogni bambino sorridente che gioca in spiaggia.

Presi dai loro giochi, dall’interazione con l’acqua, dalle sensazioni di brividi se è troppo fredda, al gioco con gli altri bambini nello schizzarsi l’acqua in faccia…gli album dei ricordi sono pieni di fotografie di bimbi in acqua!

Così come ricordi indelebili sono anche le raccomandazioni di mamma e papà, che ancora, dopo anni, risuonano severi nelle nostre orecchie. Quante volte ci hanno intimato di non entrare in acqua prima che fossero passate tre ore dopo un pasto, obbligandoci a gettare continui sguardi alle lancette dell’orologio, al suono di “Quanto tempo è passato, posso fare il bagno?”.

Queste raccomandazioni diventavano ferrea legge per noi bambini, pronti a rispettare il l’ordine per non perdere l’opportunità di immergerci in acqua. Moniti che, oramai memorizzati, vengono ogni volta ripetuti all’affacciarsi di una nuova generazione.

Certamente non occorre essere degli esperti della sicurezza in acqua per comprendere l’importanza di entrare in mare o al lago in perfette condizioni psicofisiche, evitando il rischio di eccessivi sbalzi di temperatura e conseguenti congestioni.
Ogni genitore che trascorra le vacanze al mare con bambini ha chiare in mente le regole più importanti.

Come quella delle tre ore di attesa prima di vedere i propri bimbi in acqua, che è perfettamente valida ancora oggi, checché ne dicano i giovani più ribelli. Per non parlare del bere bibite fredde prima del bagno, una delle cause più comuni di malessere in acqua.

Anche se apparentemente docile e cristallina, l’acqua può celare numerose insidie persino per chi è un esperto nuotatore. A maggior ragione per i bambini, che tendono felicemente a perdere consapevolezza, tanta è la loro felicità del giocare in acqua.

Seconda regola: sorveglianza continua

Anche se sembrano lontani i tempi delle megaspiagge in riviera che ospitavano migliaia e migliaia di bagnanti in contesti irriconoscibili, nei quali gli stabilimenti balneari si distinguevano solamente per il numero progressivo sull’insegna, perdersi, per i bambini al mare, è facile come… bere un bicchiere d’acqua.

Quindi teniamo sempre gli occhi bene aperti puntati ai movimenti del nostro pargolo, che insegue spesso e volentieri le fonti di gioco e tende a dimenticarsi di dove sono i genitori, seguendo gli altri bimbi in acqua.

Sorveglianza a terra e, naturalmente, in acqua! Perdere l’equilibrio, bere un po’ d’acqua di mare, avere difficoltà di respirazione, sono rischi possibili e latenti. Per questo motivo, anche in contesti sorvegliati da personale specializzato, è utile tenere gli occhi bene aperti sui nostri figli mentre si trovano in acqua.

Soprattutto durante il bagno, se i nostri figli giocano con giochi gonfiabili come canotti o materassini, il rischio di essere trascinati dal vento o dalla corrente è assolutamente concreto. Anche conoscere il nostro livello di acquaticità (siamo bravi a nuotare o dopo due bracciate ci stanchiamo?) può aiutare a prendere la decisione giusta in caso di necessità.

Si tratta di semplici principi di sicurezza acquatica che devono essere applicati in ogni circostanza. Oltre a conoscere perfettamente le nostre capacità natatorie, dovremmo sempre cercare spiagge sorvegliate da bagnini professionisti, proprio perché non siamo specialisti della sicurezza in mare.

Prevenzione e gestione dell’emergenza in acqua

Vi sono tante buone pratiche che permettono di avvicinarsi all’acqua in tutta sicurezza. I bambini dai quattro anni in su dovrebbero andare al mare dopo aver fatto almeno un corso di avvicinamento all’acqua, se non un vero corso di nuoto. Inoltre bambine e bambini dovrebbero essere istruiti a non entrare mai in acqua senza braccioli o giubbotto salvagente, meglio con un braccialetto sicurezza mare. Ciò detto, l’imprevisto è sempre in agguato: il bracciolo o la ciambella si possono sgonfiare, il vento può trascinare via, una difficoltà di respirazione e il conseguente panico diventano i prerequisiti di un possibile annegamento in acqua.

La fatalità è sempre dietro l’angolo, proprio per questo è fondamentale conoscere tutte le precauzioni di sicurezza. Quindi facciamo sempre le scelte giuste quando si tratta di garantire la sicurezza in acqua dei bambini. Scegliamo spiagge attrezzate per le nostre vacanze al mare, sorvegliate da personale specializzato, evitiamo di autorizzare i bimbi in acqua in presenza di bandiera rossa o gialla, non lasciare i piccoli da soli: un crampo o un inconveniente possono sempre capitare.

Giochi da non fare in acqua, e giochi che possono salvare la vita dall’annegamento

Il gioco è il prerequisito di una vacanza al mare con bambini. Insegnare loro dei giochi in acqua che hanno a che fare con la sicurezza è una buona idea: far diventare un gioco la preparazione dei dispositivi di sicurezza come i braccioli o un Kingii, è un ottimo metodo educativo e prepara a gestire le emergenze in acqua con maggiore consapevolezza.

I bambini si sentiranno come dei piccoli eroi nel momento in cui stanno per immergersi con al polso un bracciale sicurezza mare Kingii o un giubbotto salvagente.

Vi sono invece dei giochi che è meglio non favorire durante un bagno in acqua, perché possono creare le condizioni di un annegamento. Giocare ad esempio a trattenere il respiro, magari con la testa sott’acqua, è qualcosa che non andrebbe mai permesso. Così come tuffarsi in acque basse, dove c’è sempre il rischio di farsi male contro il fondale o uno scoglio non visto.  

Comportarsi correttamente in acqua genera un positivo effetto emulazione

Come braccialetto sicurezza bambini, Kingii è un presidio che aiuta anche i più piccoli a gestire il corretto avvicinamento all’acqua. E se i vostri bambini al mare sono dei veri pesciolini, portare Kingii al braccio può rivelarsi un gioco che li fa sentire importanti per sé e per gli altri.

I bimbi in acqua tendono a emulare il comportamento dei grandi: fate vedere ai piccoli che anche voi tenete alla sicurezza portando un Kingii al polso o al braccio in ogni situazione vicino all’acqua, sia che vogliate immergervi o solo fare una passeggiata lungo la costa. Familiarizzare con la sicurezza, durante una vacanza al mare con i vostri bambini, è il migliore investimento che potrete fare per voi e per i vostri cari.

Vi invitiamo a leggere, nel sito Kingii.it, le precauzioni sulla sicurezza in acqua che completano con importanti consigli questo articolo e… buone vacanze a tutti!